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Ferdinando Brancaleone
LOGODINAMICA
GENERATIVO-TRASFORMAZIONALE
Lineamenti per una propedeutica alla comunicazione terapeutica
a cura della O.F.B. editing
sotto l'egida dell'Istituto di Scienze Umane ed Esistenziali,
Napoli
NON SOLO PREFAZIONE
La ricerca che, da tempo, Ferdinando Brancaleone sta conducendo sul
linguaggio in psicoterapia risponde ad una logica che supera gli stretti
confini di un modello psicologico o psicoterapico: nessun intervento
psicoterapico, infatti, può prescindere dalla comunicazione verbale
o non verbale, liminale o sub liminale che sia. Non basta, però,
questa precisazione per inquadrare correttamente il lavoro di Brancaleone
che giunge con questo volume ad una prospettiva tecnica puntuale ed
esaustiva: è necessario aver chiari alcuni presupposti epistemologici;
tenterò di delinearne le caratteristiche.
La maggior parte dei modelli psicologici che riconoscono
possibilità terapeutiche è caratterizzata da scelte epistemologiche
forti; posso riassumerle in tre grandi categorie:
- l'interpretazione della condizione umana come emanazione di un dio,
o come singolarità incommensurabile ai dati obiettivi, propria
del misticismo, cui si contrappone l'interpretazione empirica che riconosce
la possibilità di un suo studio "logico-matematico",
interpretazione genericamente definita scientismo;
- l'interpretazione della mente umana come un'emergenza affatto diversa
dalla somma delle sue parti, l'olismo, al cui estremo troviamo il riduzionismo
alle singole parti, che, opportunamente assemblate, realizzano il fenomeno
mente;
- la considerazione che, noti tutti gli accadimenti e le caratteristiche
degli oggetti intervenuti, emerge solo quell'evento e null'altro che
quello, concezione propria del determinismo, al cui estremo opposto
l'indeterminismo prospetta l'impossibilità di dedurre un evento
certo da una catena di avvenimenti, anzi, data una sequenza nota in
ogni particolare, essa può generare un'infinità di eventi.
La scelta dell'uno o dell'altro estremo delle tre dimensioni
caratterizza fortemente il modello psicologico e lo rende parzialmente
o del tutto inconciliabile con gli altri, impedendo linguaggi e prassi
comuni.
Nella pratica terapeutica, però, è sufficientemente
evidente che prospettive di diversi modelli, anche inconciliabili tra
loro, si intreccino attraverso operazioni più o meno rispettose
dei modelli di partenza, attraverso atti pratici la cui portata e correttezza
formale è variabilmente cosciente al terapeuta.
Ciò avviene per tale complessità di ragioni che esulano,
certamente, dalla portata di queste mie brevi note; è importante
però, a mio parere, sottolineare che tali straripamenti, a prescindere
dalla loro correttezza e considerando valido il loro impiego, necessitino
di un ulteriore modello che possa consentirne l'utilizzo, senza pregiudizi
epistemologici.
Le basi epistemologiche di questo nuovo modello fondano
sulla sua "non implicazione" deterministica, sul riconoscimento
di una possibilità concreta di operare pur sospendendo il giudizio
sulla genesi psicologica dell'evento senza rifiutare alcuna ipotesi;
ciò può essere possibile solo per un modello che centri
la sua attenzione sulla Persona ed intervenga nel pieno rispetto di
essa con strumenti il più possibile asettici.
L'intervento comunicativo, si badi bene, intervento rispettoso della
comunicazione espressa dalla Persona, attraverso la Logoanalisi Coscienziale
e la Logodinamica Subliminale, è il fulcro tecnico su cui fa
leva chi porge aiuto: se lo scopo sarà, poi, intervenire sulla
struttura della Persona o sul materiale emerso dalla sua storia, o sarà
ricondizionarne il comportamento, o ripolarizzarne le relazioni familiari,
ovvero ampliare le mappe interne senza intervenire dall'esterno, sarà
scelta speculativa a cui l'intervento comunicativo avrà dato
un prezioso e fondamentale contributo.
Come Brancaleone espone, l'intervento comunicativo è attuato
attraverso diverse modalità, più o meno consapevoli: ciò
che emerge è sempre una struttura superficiale, cui corrisponde
una struttura profonda non sempre cosciente, sulla quale la Persona
ha operato modificazioni la cui interpretazione ed il cui svelamento
contribuiscono, sovente, ad una comprensione più profonda di
sé.
Da qui nasce la possibilità di azione da parte del terapeuta
(o chi per esso), attraverso sistemi corretti ed asettici (Logodinamica
subliminale), che condurranno all'ampliamento delle mappe interne della
Persona, ad una rappresentazione delle proprie possibilità più
ampia e congrua.
Nella sua esposizione asciutta e pregevolmente tecnica,
Brancaleone tratta ogni singolo punto di analisi e di intervento, sottolineando
le caratteristiche che possano agevolarne il riconoscimento ed il trattamento.
La sua indagine vuole essere un lavoro concluso, diversamente da opere
precedenti, e la scelta di una prosa efficace e priva di fronzoli ne
rafforza il carattere sapientemente didattico.
Logodinamica generativo-trasformazionale è un'opera
per tutti coloro che hanno scelto la relazione d'aiuto quale agone della
loro competenza professionale, siano essi educatori, consulenti o terapeuti:
è un testo che impone la caduta delle barriere settarie che spesso,
troppo spesso, inquinano il nostro lavoro quotidiano.
Gianfranco Buffardi
PARTE PRIMA
PREMESSE
Capitolo 1
NOTE PRELIMINARI
Offrire alcuni lineamenti essenziali, che fungano da orientamento comunicativo
propedeutico a chiunque, impegnato in ambito terapeutico, si interessi
di Antropologia Clinica, costituisce l'obiettivo fondamentale del presente
Volume.
Circa l'ambito terapeutico, cui si fa riferimento, risulta opportuno
chiarire subito che esula dagli intenti dell'Autore riportare tale ambito
al campo del patologico in senso stretto; è piuttosto al vasto
campo del disagio, originato dalle molteplici forme di crisi esistentive,
in cui si trova spesso immerso l'Uomo, malato o sano che egli sia, che
va riportato il termine terapeutico cui si fa riferimento.
È da tenere ben presente, in tale ordine di idee, che patologie
fisiche e/o psichiche non conducono necessariamente a crisi esistentive;
d'altra parte si danno crisi esistentive quantunque corpo e/o psiche
siano sani. In altri termini, malattie fisiche e/o psichiche non equivalgono
necessariamente a crisi di vita; così come, viceversa, si danno
crisi di vita anche in assenza di qualsiasi malattia.
Il disagio originato da una crisi esistentiva, di per sé, non
si configura in riferimento al fatto che qualcosa si sia verificata,
quanto piuttosto al modo in cui qualcosa viene vissuta. Esistono, infatti,
individui anche gravemente malati, i quali, a causa del loro atteggiamento
nei confronti della malattia, non vivono il disagio della crisi esistentiva;
è appunto l'atteggiamento interiore nei confronti della vita,
della salute, della malattia e della morte, l'elemento determinante
per quanto concerne il disagio e la sofferenza originati da crisi esistentive.
A tal proposito, è da sottolineare che, se è indubbiamente
vero che il fatto che insorga una patologia, di solito, non viene determinato
dall'atteggiamento interiore, è altrettanto vero che ad essere
determinato dall'atteggiamento interiore è molto sovente il modo
in cui tende ad evolvere la patologia, e quindi il suo grado di drammaticità
e di tollerabilità. In altre parole, dall'atteggiamento interiore
dipende essenzialmente il modo con cui l'Uomo considera, vive ed affronta
i fatti (positivi e/o negativi) che accadono nella sua esistenza. D'altronde,
accade spesso che gli stessi fatti risultino influenzati dal modo con
cui si considera ed affronta la vita: non di rado, infatti, accade che
una persona 'sana', ma in crisi esistentiva, tenda ad ammalarsi più
facilmente, così come, per converso, una persona 'malata', ma
non in crisi, tenda a guarire in modo maggiormente rapido ed efficace.
L'atteggiamento interiore, quindi, risulta paragonabile ad una sorta
di sistema di riferimento, che, influenzando profondamente lo stile
di vita di ogni individuo, orienta, in maniera consapevole o inconsapevole,
i valori in cui egli crede e per cui agisce, i significati che riesce
ad annettere alla propria esistenza, gli scopi che riesce a prefiggersi
ed a conseguire. Qualora tale sistema di riferimento risulti carente,
inadeguato o incongruo, l'individuo, sano o malato che sia, ne sarà
inevitabilmente influenzato, per cui la sua vita risulterà più
facilmente preda del tipico disagio da crisi esistentiva.
Dal momento che, quindi, nell'ambito dell'Antropologia Clinica, offrire
aiuto a chi vive la dolorosa esperienza della crisi esistententiva,
attraverso un'opportuna ristrutturazione del sistema di riferimento
all'origine del suo atteggiamento interiore e del corrispondente stile
di vita, non può prescindere dal modo e dall'incidenza con cui
viene attivato il linguaggio e la comunicazione, attraverso cui è
resa possibile la più specifica interazione tra Uomo ed Uomo,
è all'interno della Pragmatica della Comunicazione Terapeutica
che il presente Volume intende offrire il suo contributo, delineando
gli aspetti fondamentali di quell'approccio psicolinguistico, che va
sotto il nome di Logodinamica Generativo-Trasformazionale.
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