FERDINANDO BRANCALEONE - LUCIANA FARESE


COUNSELING ESISTANZIALE
Ambiti e Competenze



FONDAZIONE SCIENTIFICA OFBonlus
Alta Scuola di Antropologia Clinica "Luigi Peresson"


OFB
Editing



In memoria dell'Amico

Pietro Giordano


"Non c'è completezza senza tristezza e anelito,
perché senza di essi non c'é gentilezza né sobrietà.
La saggezza priva di gentilezza
e il sapere senza sobrietà sono inutili"
(C. Castaneda)


 

INTRODUZIONE

Le giovani generazioni stanno rendendosi sempre maggiormente conto (spesso tragicamente!) che piacere e benessere, fine a se stessi, non bastano a riempire la vita, qualora manchino valori e scopi che siano in grado di colmare il vuoto da cui sembra spesso essere avvolta la loro esistenza!
E' da rilevare, a tal proposito, che, indipendentemente gli uni dagli altri, molti scienziati, medici e psicologi sono giunti alla conclusione, secondo cui da alcuni decenni predomina e si è diffusa una 'nuova patologia', difficilmente classificabile secondo gli schemi tradizionali.
In un modo o nell'altro, essi hanno confermato il diffondersi di quella 'sindrome' che Viktor Emil Frankl, già nel 1950, aveva descritto e definito come "frustrazione esistenziale".
Tale espressione può essere collegata all'esperienza di 'stati d'animo', caratterizzati prevalentamente da noia, indifferenza, senso di assurdità, di vuoto, di apatia.
Quante persone, infatti, giovani e meno giovani, si lasciano andare nei bar o nelle discoteche per ore ed ore, dinanzi ad un bicchiere, magari fissando gli occhi vitrei nel vuoto.
Quanti di essi tentano di sfuggire ad una realtà senza più alcun senso, rifugiandosi nell'alcool, nella droga, in 'nuoove esperienze' ed in 'inusuali espedienti sessuali', che non risultano comunque in grado di eliminare la 'nausea' di un'esistenza senza scopi e senza ideali appaganti!


1. FRUSTRAZIONE ESISTENZIALE

La frustrazione esistenziale, che ha il suo fulcro caratterizzante in una profonda impressione di 'non-senso', affonda le sue radici in quello che Frankl, con un'espressione divenuta ormai di uso comune, ha denominato "vuoto esistenziale", il quale, come varie indagini hanno ampiamente dimostrato, può facilitare ed anche provocare l'insorgenza di svariate patologie e disturbi.
D'altra parte, di fronte ad un sempre più generalizzato 'senso di assurdità' non sembra essere sufficiente il tentativo di imbastire nuove metodiche psicologiche, psicoterapeutiche o di consulenza, prescindendo da una interpretazione dei 'sintomi', che si fondi su di un'immagine dell'uomo rinnovata ed alternativa, rispetto a quella divenuta 'dominante' nella nostra civiltà.
Tale nuova immagine dell'uomo si impernia su di un 'presupposto di fondo', secondo il quale l'uomo, oltre alle dimensioni fisico-biologica e bio-psicologica, 'possegga' una 'dimensione specifica', che lo contraddistingue nell'ambito delle specie viventi. Perdere di vista tale specifica dimensione significherebbe perdere di vista l'essere umano nella sua complessità e peculiarità.
In altri termini, la 'comprensione' dell'uomo, in quanto essere specifico della scala evolutiva, esige la presa in considerazione di una 'incognita', trascurando la quale sarebbe pregiudicata la conoscenza della peculiarità del 'fenomeno-uomo'.
Tale 'incognita' può essere risolta solo allorché, come afferma il già citato Viktor E. Frankl, si tenga presente, oltre a quella fisica e psichica, anche la 'dimensione noetica', caratterizzata dalla tendenza e dal bisogno, tipicamente umani, di dare un senso alla propria esistenza, mancando il quale la vita risulta sostanzialmente vuota ed inappagata.

 

 

 

 

 

S.T.I.P. Presidente Gianfranco Buffardi,Tesoriere Giovanni Barbato,Direttore Scientifico Dante De Santis,
Consiglieri: Maria Rosaria Vigliotta, Titti Cocilovo, Lugi Di Nardo, Bruno Valente